Cos’è una dark kitchen

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Fino a qualche anno fa era una cosa impensabile, oggi il food delivery è diventato un vero e proprio fenomeno all’avanguardia, trasformandosi e consolidandosi in un’industria da migliaia di euro.

Saranno i tempi della pandemia, sarà che al ristorante non ci fanno più andare, sarà che ricevere il cibo a casa è una magra consolazione ed ecco che le dark kitchen si stanno espandendo a macchia d’olio sul territorio, con relativi benefici per i ristoratori e per i clienti.

Come emerge dal rapporto Annuale sulla Ristorazione reso noto da FIPE, il 30,2% degli italiani nello scorso anno ha ordinato almeno una volta il pranzo o la cena da piattaforme di food delivery stando comodamente seduto sul divano di casa.

Questo nuovo trend sta cambiando le dinamiche della ristorazione con l’introduzione di nuove tipologie di business come appunto le Dark Kitchen (anche Black kitchen o Ghost kitchen) cioè ristoranti virtuali con un centro distributivo con all’interno tante piccole cucine ognuna dedicata ad un brand ed equipaggiata con tutte le attrezzature. Una cucina chiusa dove chef e brigata cucinano i piatti che verranno poi consegnati dai rider ai clienti in alcuni casi con relative istruzioni di cottura e impiattamento.

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